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29 aprile 2013

Recensione: Il palazzo degli incontri - John Boyne

Buongiorno amici lettori!
E buon lunedì! Oggi vi propongo una nuova recensione. Il libro in questione è uscito da qualche giorno e si tratta de Il palazzo degli incontri di John Boyne (già autore de Il bambino con il pigiama a righe)...

Il palazzo degli incontri

di John Boyne
ed. Rizzoli
pp. 414
€14,90
Trama
Russia, 1915: Georgij ha sedici anni, vive in uno sperduto villaggio di contadini e salva la vita di un membro della famiglia imperiale. Salutato come un eroe, viene reclutato come guardia del corpo del principe Aleksej, unico figlio di Nicola II. Scopre così i segreti dello zar e della moglie Alessandra, assiste alle macchinazioni del monaco Rasputin, si avvicina alla principessa Anastasia, è testimone ­ e protagonista degli eventi che determinano il destino della famiglia imperiale dopo la vittoria della rivoluzione. Sessant'anni più tardi, mentre in un ospedale di Londra veglia la moglie Zoya, Georgij ripercorre i ricordi di una vita tormentata e di una storia d'amore velata dall'ombra nera del fato dei Romanov...

Recensione
Appena ho visto questo libro tra le prossime uscite Rizzoli mi sono detta che dovevo assolutamente prenderlo. C'è tutto quello che di solito cerco in un buon libro: mistero (che poi un gran mistero non è...), romanticismo, storia, palazzi sontuosi... Avevo gli occhi a cuoricino. Sono però rimasta, almeno in parte un po' delusa. 
La storia viene narrata dal protagonista Georgij Daniilovic Jachmenev, ma in due momenti diversi. I capitoli, alternandosi, sono narrati, infatti,  da uno Georgij giovane diciassette che da un paesino povero della Russia contadina si trova catapultato nei fasti della corte zarista a San Pietroburgo, e da uno Georgij anziano che si ritrova al capezzale della moglie malata. Mentre il primo racconta i fatti andando avanti negli anni, il secondo lo fa tornando indietro nel tempo, incontrandosi quindi nel capitolo finale, quando i due Georgij finalmente tornano ad essere uno solo, nel momento in cui la vecchia vita finisce e ne inizia una nuova. E' uno schema narrativo molto interessante, un po' fuori dal comune, e che mi è piaciuto moltissimo, soprattutto per il ritmo che da al racconto. 
Il libro ripercorre, in linea di massima, gli ultimi due anni di vita del potere degli zar sulla Russia. E' un momento difficile per il paese, ma anche per il resto dell'Europa, devastati dalla prima Guerra Mondiale. Ma in Russia il rumore della rivoluzione (d'ottobre!) già si sente aleggiare tra i vicoli delle città e i campi delle campagne. E' in questo momento che un giovane contadino compie un gesto che gli cambierà la vita: salva la vita al cugino dello zar, il granduca Nikolaj Nikolaevic. Viene quindi portato a San Pietroburgo, dove diventa guardia del corpo dello zarevic, l'erede al trono Aleksej. Qui Georgij contribuisce a cambiare il suo destino e quello della Russia. Non vi rivelo come, altrimenti vi dovrei dire troppo. Posso però dire che in linea di massima mi è piaciuto come l'autore ha usato la storia reale per inserire i suoi personaggi e la sua storia, soprattutto perchè non l'ha eccessivamente snaturata e non ha aggiunto fatti strampalati...tranne uno, alla fine, che per me non sta ne in cielo ne in terra. 
Sono rimasta piuttosto perplessa di fronte ad alcune scelte, prima fra tutte l'amore tra Georgij e Anastasia: si vedono un secondo, lui ha 17 anni lei 15 ed  è amore per la vita...Inoltre, tutta la parte romantica viene narrata in modo abbastanza superficiale, quasi fredda, e soprattutto in maniera poco coinvolgente. Non mi è piaciuto! In generale tutte i rapporti sono quasi dati per scontato, poco approfonditi. Sembra che l'unico vero amore sia quello tra Georgij (anziano) e la moglie Zoja, come se solo davanti alla malattia devastante si scongelino le emozioni. 
Sinceramente sono rimasta delusa da questo romanzo: c'erano tutti gli elementi per creare un bel romanzo a sfondo storico, e in parte forse ci riesce, ma non va oltre, non c'è quell'approfondimento necessario per avere dei veri personaggi, considerando soprattutto che alcuni sono veramente esistiti. L'unico personaggio che credo sia ben delineato è quello della zarina Aleksandra: qualche tempo fa ho letto la biografia dell'ultima zarina e in questo romanzo l'ho rivista. 
Un vero peccato!

Voto...




Alla prossima
Eliza

6 commenti:

  1. Peccato... mi ha colpito immediatamente per via del titolo e della copertina, poi quando un libro è ambientato nella Russia degli Zar deve essere mio *_* però ora credo che aspetterò a leggerlo :-)

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  2. Idem come Ancella... avevo grandi aspettative ed ero intenzionata a prenderlo alla prima puntata in libreria ma per adesso sorvolo ^^

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  3. Anch'io avevo delle aspettative abbastanza alte per questo libro, ma vista la tua recensione... non so, non sono poi così sicura che faccia più parte della lista dei miei prossimi acquisti... Penso che leggerò il cavaliere d'inverno di Paulina Simmons, mi ha sempre attirata di più :)

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  4. Anche le mie aspettative erano alte, forse troppo dopo Il cavaliere d'inverno...Lo spunto c'era, manca quel quid in più!^^

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  5. Sono d'accordo con te, Eliza: questo romanzo aveva tutti gli ingredienti per piacermi, invece l'ho trovato freddo e noioso dopo pochi capitoli.
    La struttura che manipola i due tempi diversi è originale, ma forse l'autore si è lasciato più prendere appunto dalla struttura che dalla sostanza.

    Tantissimi anni fa avevo letto "I quattro venti del cielo" di High Raphael Monique. Sarà stato anche un romanzo, ma tra il contesto storico russo e la visceralità nel raccontare passioni e dolori dei vari protagonisti insieme alla loro epopea, mi aveva preso allo stomaco. E' uno di quei libri che ti restano dentro.

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  6. Dimenticavo: "I quattro venti del cielo" per quanto romanzato si basa sui diari della nonna russa dell'autrice...

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