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9 ottobre 2013

Recensione: Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont - Tina Merlin, a 50 anni dalla catastrofe

Buongiorno amici lettori!
Questa mattina vi propongo una recensione del tutto particolare. Ma prima di iniziare vorrei spiegarvi il perchè di questa scelta...Il libro che vi propongo, e di cui vi ho già accennato in passato, è Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont di Tina Merlin. La scelta cade su questo libro per due motivi. In primo luogo oggi 9 ottobre 2013 cade il 50° anniversario della catastrofe del Vajont, in cui morirono circa 2000 persone. Ora vi starete domandando, ebbene? Di disastri, catastrofi, e simili ce ne è quasi una all'anno...Bhè ecco il secondo motivo: io non sono originaria di quella zona, non ho legami particolari con la storia o con qualcuno dei suoi "protagonisti", ma la vicenda del Vajont mi ha colpito fin da piccola, da quando, era il 1997, vidi in tv il monologo di Marco Paolini sul Vajont; avevo 16 anni e la cosa che mi è più rimasta impressa è il fatto che fino a quel momento solo una volta avevo sentito parlare di questa catastrofe (quando sono andata in vacanza con i miei genitori nel Cadore, non molto lontano, e mio padre ci portò a vedere la diga, ma ero veramente piccola, sui 10 anni). Prima di allora non ne avevo mai sentito parlare, non sapevo niente. Da lì è nata la curiosità di documentarmi e non ho potuto non approdare al libro della Merlin. 


Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. 
Il caso del Vajont 
di Tina Merlin 
ed. Cierre 
pp. 194 
€ 11,50
TRAMA
Un libro sul potere e sui mostri che puo generare. L'arroganza, l'assenza di controlli, la ricerca del profitto a tutti i costi, la complicita dello Stato e la vana ricerca di giustizia che fanno crollare la fiducia in una repubblica dei giusti. Tina Merlin racconta con toccante lucidità gli eventi che portarono alla "tragedia annunciata" del Vajont, e le sue conseguenze negli anni successivi. Prima giornalista a denunciare dalle colonne de "l'Unità" la pericolosa situazione che si stava creando nella valle sopra Longarone - i suoi articoli le costarono un processo per "diffusione di notizie false e tendenziose" - Tina Merlin fa un ritratto più che mai attuale "del potere e dei mostri che può generare", dando voce per prima all'attonito sdegno di chi, la tragedia del Vajont, la vissuta sulla sua "pelle viva".

RECENSIONE
Questo libro mi ha colpito, e mi trovo spesso a riprenderlo in mano, per diversi motivi. Non è solo un reportage di quello che è successo, anzi, il fatto in se, cioè la frana che si stacca, cade del lago artificiale producendo un'onda che scavalca la diga abbattendosi sulla valle e spazzando via paesi e vite, occupa in realtà poco spazio. La Merlin ci mostra la realtà davanti alla quale siamo di fronte, partendo dal presentarci i paesi che rimarranno sopra la diga, Erto e Casso. Perchè? Longarone e gli altri paesi della valle saranno spazzati via dalle acque, Erto e Casso saranno spazzati via prima ancora che la diga venga costruita, dal potere e dai mostri che lo detengono. Il racconto inizia infatti negli anni '20, con le prime ricognizioni e i primi progetti  e prosegue negli anni tra espropri, più o meno legali, vendite forzose, promesse non mantenute, silenzi da parte della stampa compiacente.
E' una storia che fa rabbia, giri le pagine e vedi i soprusi ammantati da un velo di pseudo-legalità perpetrati ad un'intera comunità e non puoi non provare rabbia, non puoi non sentire "un pugno alla stomaco che ti toglie il fiato" come scrive Paolini nella presentazione del libro. Anche perchè, a 50 anni da quella maledetta sera, ti guardi in torno o leggi i giornali e scopri che non abbiamo capito niente. Del Vajont, tranne in rare occasioni, ci si è dimenticati. Ed è questo che più fa rabbia e più fa paura, non imparare nulla da errori precedenti, accantonare in un angolino della mente un disastro che sul momento ha portato alla morte 2000 persone, ma che ha anche distrutto intere comunità, costrette a ricostruire i propri paesi altrove, la dove non c'è un'identità precisa per nessuno. Scrivo questa recensione anche con la speranza che di questa storia ci si ricordi più spesso, che se ne parli. Sulla pelle viva è uno di quei libri che andrebbe letto, anche a scuola, per capire cosa può fare il potere, cosa può fare l'uomo.

Spero di avervi messo una pulce nell'orecchio e spinti a scoprire qualcosa di più su questa tragica storia. Se così è vi segnalo questa sera su Rai Movie alle 21:00 il film Vajont e su Rai2 all'infame ora della mezzanotte il monologo di Marco Paolini Il racconto del Vajont, che veramente merita (eventualmente si trova anche in DVD e io l'ho personalmente visto in diverse biblioteche!); inoltre se avete Sky ho visto che oggi History proporrà un documentario già presente da qualche giorno sull'Ondemand. Se volete leggere qualcosa sull'argomento, oltre al libro della Merlin, che resta il migliore, vi segnalo anche Il racconto del Vajont di Marco Paolini e Gabriele Vacis ed. Garzanti che altro non è che la trasposizione del monologo teatrale di cui sopra. Infine, vi segnalo queste interessanti pagine proposte da Repubblica.it e Corriere delle Alpi dovete potete trovare molte informazioni http://temi.repubblica.it/corrierealpi-diga-del-vajont-1963-2013-il-cinquantenario/?ref=HREC1-3 .

Per informazioni, domande o riflessioni io sono qua!

Eliza

1 commento:

  1. Anche io ho scoperto tardi questa immane tragedia e immagino il motivo per cui se ne parla così poco: dato che la catastrofe è stata provocata dagli uomini, dagli italiani, è meglio far finta di niente piuttosto che ammettere le proprie colpe e vergogne

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