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7 ottobre 2013

Recensione: Una principessa in fuga - Elizabeth von Arnim

Buona sera amici lettori!
Stasera vi propongo la recensione del libro Una principessa in fuga di Elizabeth Von Arnim...


Una principessa in fuga 
di Elizabeth von Arnim 
ed. Bollati Boringhieri 
pp. 253 
€ 16,50
TRAMA
La giovane principessa Priscilla è stanca, stanca morta della vita di corte, del protocollo, delle dame di compagnia e di tutti gli obblighi cui deve sottostare per il solo fatto di essere figlia del granduca di Lothen-Kunitiz. Così progetta la fuga da palazzo, una fuga inesorabilmente e frettolosamente anticipata non appena il granduca decide di dare Priscilla in moglie a un cugino. Accompagnano Priscilla il bibliotecario Fritzing – ufficialmente bibliotecario, in realtà una via di mezzo tra un padre, troppo assente quello vero, e la madre che Priscilla ha perso anni prima – e la cameriera Annalise, ignara del fatto che la principessa abbia deciso di trasferirsi in un piccolo cottage della campagna inglese soffocato dai rampicanti, senza servitù, per condurre finalmente una vita del tutto normale. Priscilla può adesso cominciare la vita che sogna da sempre: non avere nessun obbligo, se non quello di essere buona e aiutare i bisognosi. Ma la sua idea di bontà – distribuire banconote di grosso taglio tra i paesani allibiti, rimpinzare di dolciumi i bambini, somministrare del rum a una vecchietta malata – non è delle più canoniche. Neanche a dirlo, presto i sogni si infrangono: i soldi finiscono, la cameriera avvilita tesse un ricatto ai danni di Priscilla, le famiglie del villaggio mal tollerano lo scompiglio che l’arrivo della principessa ha portato con sé. Ma come in ogni fiaba che si rispetti, non manca il lieto fine. O quasi.

RECENSIONE
E' la prima volta che affronto questa scrittrice di inizio '900, e sono rimasta piacevolmente colpita dal suo stile pungente e ironico e dalle tematiche affrontate, solo in apparenza frivole e leggere.
La storia può sembrare quasi una favola. La principessa Priscilla, figlia del granduca di Lothen-Kunitiz è stufa della vita agiata e lussuosa di palazzo e sogna un piccolo cottage di campagna, in cui passare pigre serate davanti al fuoco. La realizzazione delle sue fantasie, condivise con il fidato bibliotecario Fritzing, subiscono una accelerazione quando l'augusto genitore decide di darla in sposa ad un principe. Priscilla e Fritzing, accompagnati dalla cameriera Analise, scappano di notte diretti in un paesino della campagna inglese. All'inizio tutto è bello e risponde all'ideale immaginato dalla principessa, che passa il suo tempo ad acquistare cottage, fare l'elemosina ai poveri, dare feste per i bambini. Ma presto i nodi vengono al pettine, le bugie raccontate iniziano a rendere loro la vita difficile e i i soldi scarseggiano. 
La storia è molto semplice, quasi una favola appunto, ma racchiude in se molto di più. Quello che salta subito all'occhio del lettore è la preminenza dei personaggi femminili; la von Arnim ci propone le tante sfaccettature dell'animo femminile, la giovane ingenua  e un po' arrogante, la cameriera arrivista, la matrona impicciona, la madre preoccupata. Le donne la fanno da padrone in tutta la storia, fanno il buono e il cattivo tempo, quasi schiacciando i personaggi maschili, che in effetti non ci fanno una gran figura.
La buona e la cattiva sorte sono spesso tirate in ballo, e i personaggi sono in balia dei loro capricci; diventano quasi dei personaggi loro stessi.
I personaggi principali sono ovviamente Priscilla e Fritzing. Priscilla è la classica principessa stufa della sua condizione privilegia, che sogna una vita più semplice. Ma come gran parte delle principesse "da romanzo" non sa che la vita normale ha un costo, e anche bello consistente. La vita vera non è distribuire banconote  in giro, ma ben altro. Priscilla è giovane e d è ingenua, carente di una visione completa del mondo che la circonda. A bilanciare questa sua mancanza dovrebbe esserci il saggio bibliotecario, che però è troppo impegnato a farle piacere per poterla veramente istruire. Fritzing è talmente invaghito della sua protetta da costruire un castello di menzogne senza solide basi e da accettare le sue continue spese, senza realizzare un vero piano. Potevano farcela, ma il loro ottuso attaccamento ad un ideale impossibile li ha portati alla rovina.
Ho apprezzato molto lo stile della von Arnim, in alcuni punti forse un po' troppo ricco, ma in generale ironico e colorito. Crea immagini vive e le propone al lettore con il suo humor  e con un pizzico di sano cinismo. Oggetto della sua ironia e delle sue battutine al vetriolo è la società bene  e la nobiltà, ma anche la visione che si ha in quelle classi sociali della donna. La cosa particolare è che, sebbene il libro sia ambientato nella prima metà del '900, non si sente una grande distanza temporale, nè con la storia nè con lo stile della scrittrice.
Voglio leggere altri romanzi di questa scrittrice (che, se non lo sapete, ha scritto anche Un incantevole aprile, da cui è stato tratto anche il film), anzi ne ho già uno pronto che non tarderò a leggere (visto che l'ho preso in biblioteca...).

Voto...





Alla prossima
Eliza

3 commenti:

  1. Ciao Eliza, bellissima recensione, non conoscevo quest'autrice, inizierò proprio da questo e magari dopo Un incantevole aprile( non sapevo lo avesse scritto lei. A presto, un abbraccio.
    Sara

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    Risposte
    1. Io ho visto il film e, sebbene un po' lento, mi è piaciuto.

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  2. Amo le storie che hanno qualcosa di fiabesco! Questo titolo è nella to be read da un po' e, se anche lo stile merita, credo che finirà nelle mie priorità! :)
    A rileggerti!

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