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28 novembre 2013

"Le virgole della vita" di Emanuela Bertello

Buon pomeriggio amici lettori!
La recensione che vi propongo oggi sarà un po' particolare, perchè non riguarda un romanzo ma una raccolta di racconti. Solitamente non le leggo, perchè i racconti essendo piuttosto brevi mi lasciano sempre insoddisfatta, voglio saperne di più, ma non posso! Quando la sua autrice mi ha proposto questa recensione ero inizialmente un po' titubante per questo motivo, tuttavia credo sia giusto superare i propri limiti e crescere anche nelle letture e quindi ho accettato con gioia! Si tratta de Le virgole della vita di Emanuela Bertello...


Le virgole della vita 
di Emanuela Bertello 
ed. Zacem 
pp. 64 
€ 7,00
TRAMA
I racconti di Emanuela Bertello, invece, sono storie di vita vera: dolore, difficoltà, problematiche e drammi dei nostri tempi, li attraversano. Tra i protagonisti c'è chi perde il lavoro e si arrangia onestamente e dignitosamente per crescere i propri figli, chi si misura con una malattia incurabile, chi, per la carriera, ha dimenticato l'umanità, il barbone divenuto tale per il dolore, come pure il soldato tragicamente coinvolto in una guerra che non può comprendere o il figlio carnefice del proprio padre per smania di denaro o, ancora, la fanciulla vittima di mostruose violenze maschili.

RECENSIONE
Non essendo abituata a leggere racconti brevi e raccolte di racconti, non nego di essermi presa un bel po' di tempo tra la lettura e la recensione per riordinare le idee.
Le virgole della vita ci propone 7 racconti breve. Ognuno racconta una vita. In un mare di fantasy, urban fantasy, romance, ecc. si perde spesso l'idea che un libro possa raccontare una vita vera, quella per intenderci che viviamo noi nella quotidianità. Da un certo punto di vista penso sia un ben che un libro ci porti in un altro mondo, in un'altro tempo, in un'altra realtà, aiuta a staccare un po' la spina, a stare con la testa tra le nuvole, a mantenere vivo il sognatore che è in noi. Ma dall'altro è giusto anche tornare con i piedi per terra e iniziare a guardarci intorno.
I 7 racconti ci propongono tematiche importanti e a volte molto dure, come la malattia, la perdita del lavoro, la guerra, la schiavitù, la prostituzione, la violenza, la depressione. Sono argomenti difficili, anche la leggere. Ma sono così lontani da noi? No direi proprio di no. Questo ovviamente non è facile da digerire e più volte nella lettura mi sono ritrovata ferma a rileggere una frase o a fissare una parola con il groppo in gola. E' impossibile non riflettere su quello che si è appena letto, impossibile ignorare ciò che c'è scritto. Da qui bisognerebbe dire anche "impossibile ignorare queste situazioni", ma in realtà, e lo sappiamo, molto spesso lo facciamo.
In generale direi che questi racconti mi hanno espresso un forte sentimento di solitudine e di impotenza, senza però darmi quel qualcosa in più che mi dia l'idea di reagire a queste situazione. Non è facile spiegarlo, ma è come se tutti è 7 i protagonisti in qualche modo si arrendano al loro destino, chi perchè proprio non può farci nulla, chi perchè si adegua ad una routine crudele. Nonostante alcuni di loro non cedano non andando completamente a fondo, non mi hanno neanche espresso la volontà di combattere. C'è un pessimismo di fondo che non è nella mia natura, ed è per questo credo che questa raccolta mi ha fatto più di una volta arrabbiare di fronte a questa negatività.
Direte: e allora perchè quel voto se non ti è piaciuto? Non credo che in questi casi si possa parlare di piaciuto o non piaciuto; il voto è dato dalla mia reazione che sebbene sia di rabbia è comunque un sentimento forte. Questo genere di racconti, a mio avviso, possono suscitare, anzi devono, tante reazioni a seconda del lettore: rabbia, paura, commozione...Ma mai, mai, indifferenza! Ecco, in quel caso saremmo davanti ad un racconto di poco valore!
La narrazione è sicuramente ben fatta, scorrevole, con le giuste pause nei momenti di maggiore importanza o intensità. Il racconto in prima persona avvicina molto il lettore alla storia, soprattutto quando si vede il mondo con gli occhi dei protagonisti. Nulla ci viene risparmiato, tutto è raccontato in maniera precisa e intensa, ma mai esagerando. Quello che mi piacerebbe è poter vedere questa giovane autrice alle prese con un racconto lungo, in cui avere spazio e tempo per sviluppare non solo i personaggi, cosa che qui le riesce in maniera quasi perfetta, ma anche la storia.
Vi consiglio questa raccolta, soprattutto se volete farvi un bel bagno di realtà...

Voto...





Alla prossima
Eliza

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