"Canta per me" di Annalisa Caravante

Buona sera amici lettori!
Oggi pomeriggio tra una cosa e l'altra ho preparato per voi anche una recensione. Il libro di cui vi parlerò è stato scritto da un'amica del mio blog, Annalisa Caravante, che ho conosciuto grazie al romanzo L'inverno e la primavera. In quell'occasione ho avuto il piacere di leggere un libro rosa a sfondo storico. Questa volta invece siamo in tutt'altro ambiente... ah, ma non vi ho detto ancora il titolo! Canta per me...


Canta per me 
di Annalisa Caravante 
Ed. Arpeggio Libero
pp. 450 circa
in uscita ad fine marzo/aprile 2014
(per info sull'uscita seguite il sito della casa editrice QUI)
TRAMA

Caterina ha 26 anni, un ex fedifrago alle spalle, tre fratelli minori a carico: i genitori, infatti, sono morti improvvisamente in un incidente e da allora è lei, insieme al nonno Francesco e al fin troppo protettivo cugino Mattia ad occuparsi della famiglia. Nel frattempo lavora come receptionist alla Sirena Experimental, una casa discografica situata nei pressi di Caserta, e popolata da una vasta varietà umana: le due amiche Nadia e Manuela, le segretarie dei piani alti, Fabiana e Roberta, incapaci e altezzose, Fabio, il galante superiore con un debole per lei...un universo caotico ma tutto sommato stabile, almeno fino al giorno in cui arriva lui. Francesco Monni, il nuovo autore milanese, un metro e sessanta di arroganza, presunzione, talento e... fascino, ahimé. Perché da sempre il mistero affascina, e attorno alla figura di Francesco, che insieme al Festival e ad un'imminente fusione turberà la quiete della casa discografica, ce n'è molto, di mistero: perché infatti il giovane autore ha abbandonato il palcoscenico? Cosa lo ha spinto ad affidare a ragazzette viziate e prive di talento i suoi magnifici testi? Perché, insomma, ha smesso di cantare?

RECENSIONE
Canta per me è una commedia romantica dal sapore genuino, con una protagonista tutto pepe, Caterina, una 26enne dalla vita complicata, con un famiglia (e che famiglia!) sulle spalle, un lavoro che ama ma da quale vorrebbe di più e un cuore spezzato. E' una ragazza comune che in fondo vuole semplicemente essere felice e serena. E' un personaggio positivo, semplice e ironica, sempre con la battuta pronta, ma a volte un po' troppo remissiva, troppo disposta a mettersi da parte per la felicità altrui. L'arrivo nella sua vita di Francesco Monni scombussola un po' la sua routine. Francesco è un personaggio che non sono riuscita ad inquadrare subito. All'inizio mi sembrava la stesse prendendo semplicemente in giro e temevo nell'ennesima delusione per la povera Caterina. In realtà si è poi dimostrato essere una sorta di uomo ideale, forte, sensibile, pronto a darle tutto e a combattere per lei. C'è però una cosa che non mi va giù... quel metro e sessanta di altezza. Se non fosse stata menzionata la sua altezza, o se semplicemente fosse stata indicata come media, non me ne sarei curata, ma vederlo scritto nero su bianco mi ha un po' smontato l'entusiasmo per questo cantore dell'amore. E' una sciocchezza, lo so, ma in una commedia romantica ci sta l'idealizzazione dell'eroe di turno e questo piccolo particolare rovina un po' il sogno.

La storia è semplice ma ben curata nei dettagli, con una carica ironica molto forte. La stessa Caterina non riesce a non dire ciò che pensa, in qualunque occasione, e questo porta a situazioni imbarazzanti e divertenti, che fanno scattare più volte una sana risata. Non è un racconto originalissimo, ci muoviamo su alcuni schemi già letti o visti qua e là, e cade in qualche luogo comune dalla patina un po' datata.

Quello che più mi è piaciuto sono i tanti personaggi che ruotano intorno ai due protagonisti. Già una volta (forse in un commento su un blog...) avevo detto che ciò che più mi colpisce nello stile di Annalisa è la massa di personaggi che porta in scena e che gestisce con una naturalezza sorprendente. Anche in questo caso troviamo veramente una folla intorno a Caterina e Francesco. Iniziamo con il personale della Sirena Experimental. Qui troviamo alcuni personaggi un po' tipici delle commedie, le receptionist pettegole, le segretarie snob e arrampicatrici, il tuttofare tenero e premuroso, il capo affascinante (intendo Francesco...), il talent scout galletto. E' una famiglia, nel vero senso della parola, con le sue pecore nere, i suoi intrallazzi, i pettegolezzi, ma anche con la voglia di aiutarsi e sostenersi. Poi c'è la vera famiglia di Caterina, e soprattutto i suoi tre fratelli, Lucia, Luigi e Bo. E' una famiglia enorme e chiassosa, di quelle che si incontrano magari una volta all'anno e che si fanno domande in continuazione, di quelle che si vogliono un bene dell'anima e che si vengono in aiuto. Bo mi ha letteralmente rubato il cuore, fin dal nome; me la immagino come una di quelle bimbette tutte occhioni che ti fissano e che dicono semplicemente la verità, quello che pensano o ciò che è giusto, senza i problemi o i fronzoli degli adulti.
Ecco, è questo quello che intendevo, nonostante ci siano così tanti personaggi ognuno ha la sua voce e la sua possibilità di spiccare, magari solo per poche righe, ma quelle poche righe rimangono impresse. E' una cosa che mi piace moltissimo e che già avevo notato ne L'inverno e la primavera.

Lo stile dell'autrice è semplice e diretto, adatto ai personaggi che tratta, e soprattuto reale. Siamo davanti a discorsi, frasi, racconti che si fanno normalmente in qualsiasi famiglia, cosa che da una carica in più al racconto e che ci fa immedesimare sempre di più nei vari personaggi. Ho notato però che nel momento in cui ci si avvicina di più al dialetto (anche non stretto) o a costrutti gergali questa naturalezza un po' si perde e il discorso si fa un po' più artificioso.

Il finale è un po' troppo lungo, troppo portato avanti, avrei preferito qualcosa di più breve e di impatto.

In conclusione, Canta per me è una lettura molto piacevole e divertente, che si snoda tra i tanti personaggi che ci vengono presentati e una storia semplice ma emozionante. Ho apprezzato molto l'idea di Annalisa di cambiante completamente ambientazione, passando da un quadro storico particolare e difficile coma l'Italia durante e dopo la secondo guerra mondiale ad una situazione moderna e frenetica, e tono, dal drammatico alla commedia, pur mantenendo indelebile la sua firma romantica e i suoi personaggi. Avrei voluto forse ancora qualcosa di più.

Voto...





Alla prossima
Eliza

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