Recensione: Siamo la promessa - Federico Negri

Buon pomeriggio amici lettori!
Non ci posso credere, ho preso di nuovo l'influenza. Sono già alla seconda ricaduta. Considerando che siamo al 22 gennaio, la media fa schifo... Sono due giorni quindi che sono a letto. Ma guardiamo il lato positivo: la notte dormo poco perché mi sveglio in continuazione (sapete, ho scoperto che l'ossigeno è molto utile per vivere) e quindi leggo. Sto leggendo un sacco. Peccato che poi riesco a stare poco al computer, però piano piano farò anche le recensioni. 
Oggi pomeriggio ve ne propongo proprio una. E' il primo romanzo di una serie distopica di un autore italiano autopubblicato: Siamo la promessa di Federico Negri, che ringrazio per avermene inviata una copia per la recensione!


Titolo: Siamo la promessa 
Serie: Promise #1
Autore: Federico Negri
Editore: Selfpublishing
Pagine: 118
Ebook: € 0,99 in promozione gratis su Amazon
Data di pubblicazione: 2014
TRAMA

Haria Gillia è una giovane professoressa universitaria, con una mente acutissima, ma estremamente insicura. L’autostima sotto i tacchi la porta ad abusare della psicocola, una droga sintetica, soprattutto quando deve affrontare le sue relazioni sentimentali. Promise, il pianeta dove vive, è l'unico mondo colonizzato al di fuori del sistema solare ed è precipitato in un'era pre-industriale, senza più collegamenti con la madre Terra. Un'astronave terrestre atterra sul pianeta dopo secoli di oblio, carica di enigmi. Le fazioni opposte dei promisiani se ne contendono la tecnologia, mentre Haria, cerca di scoprirne i misteri e di dominarne le forze devastanti, camminando sulla sottile linea della contesa. Sino a scoprire che un'orribile verità si cela in quel messaggero, giunto dal loro passato.


RECENSIONE
Io amo il genere distopico. Sono passata da averlo solo sentito nominare per gli esempli più celebri ad amarlo alla follia. Certo, non tutti i libri di questo genere mi sono piaciuti, ma l'idea di fondo che c'è mi attira sempre. Siamo la promessa, e tutta la serie Promise, rientrano in questo genere, anche se non del tutto, infatti potremmo definirlo un libro distopico/fantascientifico. E io il genere fantascientifico non lo reggo molto, tuttavia qui questo elemento è un po' accennato, quindi non mi ha molto infastidito.

Nuova copertina
(uhmm, mi piaceva più la prima...)
La storia. L'ambientazione è fantascientifica. Non siamo sulla Terra, ma siamo sul sistema solare Tau Ceti nel 2528. La Terra è molto lontana, ma su un pianeta di questo sistema vive una colonia terrestre inviata qui in una missione esplorativa anni addietro nella speranza di trovare un luogo alternativo alla Terra. Il legame con il pianeta d'origine in realtà è molto labile: la grande distanza infatti non permette contatti e comunicazioni. Il gruppetto di coloni arrivato qui non se la passa bene: una serie conflitti interni alla colonia ha portato allo spegnimento del reattore che alimentava tutta la tecnologia del pianeta e la popolazione vive ormai da anni una sorta di medioevo. Niente computer, niente video e naturalmente niente comunicazioni con la Terra.
La caduta sul pianeta di un oggetto non identificato mette in moto la storia. Viene infatti organizzata una missione di recupero dell'oggetto, una missione composta da un gruppo di soldati e due scienziati, tra cui Haria. La missione è complicata da diversi elementi, primi fra tutti un gruppo di persone che vive fuori dalla città e che non vuole il ritorno della tecnologia.
Ho trovato molto interessante l'ambientazione e l'idea di questo mondo senza tecnologia. E' un argomento che potrebbe sembrare estraneo al nostro mondo, in realtà a pensarci bene fa riflettere. Oggi siamo abituati che un click su una tastiera ci fa entrare in comunicazione con mezzo mondo, un altro click ci fa avere informazioni su qualsiasi argomento, o vedere le immagini di qualsiasi cosa, o ancora ci fa fare acquisti e via dicendo. Ma senza tutto ciò cosa saremmo? Il mondo che Federico descrive è un mondo duro e difficile, in cui più che vivere si sopravvive. In questo mondo costruisce una storia semplice e abbastanza lineare, ma lo fa in maniera astuta, non dando subito un quadro della situazione, ma facendocelo scoprire mano mano che prosegue la storia, attraverso i pensieri della sua protagonista. Vediamo in un certo senso il mondo di Haria attraverso i suoi occhi e i suoi sentimenti, ed è per questo che risulta essere un mondo difficile, crudele, brutto. Lei si sente ingabbiata in questa arretratezza tecnologica, così tutto quello che la circonda sa di vecchio e polveroso, marziale e freddo.
E' un po' difficile l'impatto iniziale, perché bisogna entrare nell'ottica della storia, capire che si scopriranno più cose andando avanti. E infatti è così.
Quello che lascia più spiazzati è il finale, che lascia appesi quasi a metà frase per quanto è brusca l'interruzione. Essendo una trilogia questo invita il lettore alla continuazione. E' però un romanzo molto breve, quindi mi sono domandata se valesse veramente la pena fare una trilogia o se era meglio creare un racconto più organico, meno spezzettato, e limitarsi ad esempio ad una duologia.

I personaggi. Il personaggio principale è Haria, una giovane dottoressa che fa parte della missione di recupero dell'oggetto proveniente dallo spazio. Mi ha molto colpita perché non è la classica protagonista, e, pensandoci bene, non credo di averne incontrate di simili. E' un ragazza chiaramente infelice della sua vita, costretta a prendersi cura della madre invalida in un mondo in cui non c'è posto per la malattia e la pietà. E' depressa e nevrotica, vuole evolvere, mettersi in mostra, diventare qualcuno. Per questo, spesso cerca di alienarsi dalla realtà grazie alle metanfetamine. Per lei l'oggetto proveniente da lontano, forse dalla Terra, rappresenta il riscatto per una vita a metà, costruita sul lavoro e sull'infelicità. Non è un personaggio positivo, e non mi riferisco solo alla droga, però cattura l'attenzione, il lettore la segue e prova con lei la sua ansia di conoscenza.

Lo stile. E' scritto molto bene. Federico ha una scrittura scorrevole ma precisa. Da tutti i dettagli necessari senza però cadere nel noioso. Come dicevo prima, l'inizio forse spiazza un po', ma basta qualche pagina per acclimatarsi alla storia. Riesce a far immedesimare bene il lettore e farlo muove con naturalezza nel mondo che crea, un mondo molto vivo nelle sue descrizioni.

Voto

Alla prossima
Eliza

CONVERSATION

1 commenti:

  1. Oh! Molto interessante! :3 Me lo segno con la speranza di dargli presto una possibilità. Peccato per il finale, però: è un aspetto che non apprezzo molto. =(

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