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19 aprile 2015

Recensione: Amore, cucina e curry - Richard C. Morais

Buona sera amici lettori!
E' una settimana esatta che non vi propongo una nuova recensione, ma non temete non ho poltrito (cioè si, ma con un libro in mano), mi sono semplicemente portata avanti anche con alcune letture per il blog Italians Do It Better - Books Edition con cui, vi ricordo, collaboro. Però stasera vi devo assolutamente parlare della mia ultima lettura, terminata giusto questa mattina mentre facevo colazione. Si tratta di Amore, cucina e curry di Richard C. Morais (di cui vi consiglio assolutamente anche l'omonimo film!).


Titolo: Amore, cucina e curry
Titolo originale: The Hundred-Foot Journey
Autore: Richard C. Morais
Editore: Neri Pozza
Collana: Le tavole d'oro
Pagine: 282
Ebook: € 5,50
Cartaceo: € 17,00
Data di pubblicazione: 11 settembre 2014 
Link Amazon: Amore, cucina e curry  
TRAMA

Hassan Haji, secondogenito di sei figli, è nato sopra il ristorante di suo nonno, in Napean Sea Road a Bombay, vent'anni prima che fosse ribattezzata Mumbai. Ed è cresciuto guardando la figura esile di sua nonna che sfrecciava a piedi nudi sul pavimento di terra battuta della cucina, passava svelta le fettine di melanzana nella farina di ceci, dava uno scappellotto al cuoco, gli allungava un croccante di mandorle e rimproverava a gran voce la zia. Tutto nel giro di pochi secondi. E ha capito infine come va il mondo osservando suo padre, il grande Abbas, girare tutto il giorno per il suo locale a Bombay come un produttore di Bollywood, gridando ordini, mollando scappellotti sulla testa degli sciatti camerieri e accogliendo col sorriso sulle labbra gli ospiti. Naturale che quando l'intera famiglia Haji si trasferisce, dopo la tragica scomparsa della madre di Hassan, prima a Londra e poi a Lumière, nel cuore della Francia, sia proprio lui, Hassan, a prendere il posto della nonna Ammi ai fornelli della Maison Mumbai, il ristorante aperto a Villa Dufour dal grande Abbas. Un locale magnifico per gli Haji, con un'imponente insegna a grandi lettere dorate su uno sfondo verde Islam, e la musica tradizionale indostana che riecheggia dagli altoparlanti di fortuna che zio Mayur ha montato in giardino. Peccato che abbia di fronte un albergo a diverse stelle, Le Saule Pleureur, la cui proprietaria, una certa Madame Mallory, sia andata a protestare dal sindaco per la presenza di un bistrò indiano...


RECENSIONE

"Il destino è potente. Non puoi sfuggirgli. Alla fine vince sempre lui"

Per puro caso qualche tempo fa, durante una domenica un po' pigra, mi sono ritrovata a guardare il film Amore, cucina e curry con Helen Mirren (splendida attrice per altro!). Avevo visto il trailer quando era uscito al cinema e mi ero ripromessa di guardarlo. Mi è piaciuto così tanto che mi sono messa subito alla ricerca di un eventuale libro (oramai il 90% delle volte dietro ad un film c'è un libro!). Ed eccolo! Poi sono riuscita a trovarlo usato (e in ottime condizioni) al Libraccio!

Partiamo dal presupposto che il film non è come il libro. Ne prende un piccola parte, modificandola un po', e ce lo presenta come un bella storia (forse un po' troppo... ripulita) non solo sull'amore per il cibo e la cucina ma anche su quello per se stessi e i propri principi.
Il libro, apparso già nel 2011 col titolo Madame Mallory e il piccolo chef indiano, sempre per Neri Pozza, abbraccia la storia dello chef Hassan Haji dalla giovinezza alla tanto agognata terza stella Michelin. La famiglia di Hassan è nel mondo della ristorazione (se così si possono definire gli inizi con una bici per le consegne) da tre generazioni. Hanno saputo trovare il loro piccolo angolo di Paradiso nella caotica Bombay (oggi Mumbai). Qui Hassan e i suoi fratelli sono nati e hanno passato l'infanzia, tra i bhelpuri e i samosa, nella piena consapevolezza che non tutti a Bombay avevano la loro stessa fortuna. La morte improvvisa e tragica della madre porta Hassan e famiglia a lasciare l'India per l'Inghilterra prima e, dopo un lungo peregrinare, la Francia poi.. Qui una villa abbandonata, Villa Dufour, fa scattare la scintilla in Papa e gli Haji aprono il primo e unico ristorante indiano del piccolo centro di Lumiere. La concorrenza è spietata visto che, proprio vicino al nuovo ristorante, sorge il secolare Le Saule Pleureur, ristorante con due stelle Michelin, di proprietà della rigorosa Madame Mallory. La guerra tra i due ristoranti inizia con colpi bassi e trucchetti. Ma è proprio l'amore, anzi direi la venerazione, per la cucina francese che appianerà le divergenze  porterà il giovane Hassan sotto l'ala protettrice della stessa Madame Mallory che lo inizierà ai sapori e al gusto della sua cucina. Hassan inizia dal basso, pela patate, spenna pennuti, serve il pane. Tutto è necessario per farlo crescere e arrivare ad aprire un proprio ristorante.

Pur conoscendo la storia a grandi linee ho letto con piacere e un pizzico di sorpresa questo romanzo. Colpisce prima di tutto il fatto che tutto viene raccontato dal punto di vista di Hassan. Attraverso i suoi occhi vediamo la sua famiglia e la sua storia, lo vediamo crescere e scoprire il mondo. Ma non solo. Vediamo anche pregi e difetti delle culture che di volta in volta lo circondano. Scopriamo la luminosità e il calore dell'India, ma anche la sua povertà e la sua corruzione; vediamo il progresso ma anche l'indifferenza di Parigi. C'è un forte scambio tra la storia personale di Hassan e il mondo esterno, scambio che crea un racconto intenso ma non pesante. E' stata infatti una lettura scorrevolissima, a tratti divertente e in altri emozionante.
Ho però notato un certo sbilanciamento nella struttura, con una prima metà più generica, in cui la cucina sembra più un pretesto per la storia e non il punto focale, e una seconda metà in cui invece la cucina diventa quasi ossessiva, torna e ritorna, piatto dopo piatto, a svelare tutti i segreti della haute cusine francese.
Credo però che ciò che colpisce di più siano i personaggi, eccentrici, strani ma ognuno con un suo particolare colore, come tanti ingredienti che messi insieme creano la ricetta perfetta.

Mettiamola così: vi è piaciuto Chocolate? E allora non potete perdervi questo libro, la storia di un ragazzo indiano che oltre a cercare il supposto nel mondo ci ricorda l'amore per le cose semplici e la necessità di non dimenticare da dove arriviamo.

Voto


Alla prossima
Eliza


1 commento:

  1. Ciao!! Non vedevo l'ora di leggere la tua recensione, anche se, non ti nego che ho cercato per un sacco di tempo il libro con il titolo originale...ma purtroppo non sono riuscita a trovarlo. Amo Chocolate, dico quindi che mi piacerà? Non vedo l'ora di leggerlo e di vedere anche il film. Mi hai convinta, già dalle prime righe :-)

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