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12 maggio 2015

Recensione: The Program - Suzanne Young

Buona sera amici lettori!
Prima di tutto vorrei ringraziarvi per le tante visualizzazioni che ha avuto la nuova rubrica Chiacchiere tra Laura & Laura. Sono commossa, ma sapevo di poter contare su di voi! Siete fantastici!
Si oggi sono allegra! Ho scoperto di aver vinto un contest con una mia recensione e mi sono appena arrivati dei nuovi segnalibri magnetici che ho ordinato su Amazon! Gioie di blogger e di lettrice!

Vi anticipo che questa sarà la settimana delle recensioni. Finora maggio vi sarà sembrato un mese poverello, con una sola recensione, piccola piccola. Non vi preoccupate perché io sto leggendo, anzi ho letto un sacco! Infatti oggi, domani e giovedì troverete sul blog una nuova recensione al giorno (e domani ci sarà una mia nuova recensione su Italian Do It Better - Books Edition! Non perdetela!!). Iniziamo subito con quella odierna. Ho appena finito di leggere The Program di Suzanne Young che la De Agostini mi ha gentilmente inviato. Pronti a dimenticare tutto?


Titolo: The Program
Titolo originale: The Program
Serie: The Program #1
Autore: Suzanne Young
Editore: De Agostini
Collana: Le gemme
Pagine: 448
Ebook: € 7,99
Cartaceo: € 14,90
Data di pubblicazione: 28 aprile 2015
Link Amazon: The program  
TRAMA

Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l'epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi... Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L'unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.


RECENSIONE

"L'unica cosa reale è il momento presente"

Un morbo contagioso spinge gli adolescenti al suicidio. Il mondo si mobilita per contenere il diffondersi della malattia e ogni Stato cerca una soluzione. Negli Stati Uniti si decide di procedere con il Programma, una vera e propria pulizia chimica della memoria, si cancellano tutti i ricordi belli o brutti che potrebbero spingere al suicidio o far ricordare amici che si sono tolti la vita. Sloane ha perso il fratello per colpa del contagio e ora uno dopo l'altro vede cadere anche i suoi amici e il suo amore nelle mani del Programma finché non tocca anche a lei.

Dimenticare il dolore, le lacrime, i cuori spezzati... Chi non l'ha sperato almeno una volta? Ma è giusto? Cosa sono i ricordi? E noi, senza di essi, cosa siamo? Queste e altre sono le domande che questo libro ci pone. Sloane si ritrova a combattere col mondo (o meglio con il Sistema) ma anche con se stessa per trattenere un ricordo, qualcosa che le faccia ricordare chi era e chi è. La sua lotta sembra sempre sul punto di sopraffarla, annientarla e più di una volta sembra che il Programma abba vinto, ma in molte parti del romanzo niente è come sembra e i momenti buoni e forti sono destinati a ripetersi e a tornare.

Ho letto diversi pareri su questo libro, a chi è piaciuto a chi meno. A me è piaciuta molto l'idea generale e cioè pensare di andare a toccare una parte così importante di noi stessi come sono i ricordi.  Il ricordo e la memoria non sono solo il passato ma servono a creare anche il futuro. A questa idea di aggrappa la Young ipotizzando alla fine un'intera generazione che non conosce il proprio passato, quindi non  ricorda amori e amicizie ma che non sa che errori ha commesso o viceversa cosa di bene ha fatto. E' un libro che fa riflettere su ciò che siamo stati e che saremo, proprio grazie a quegli sbagli e a quegli errori che invece il Programma tenta di estirpare in maniera così scientifica dagli adolescenti. E' un'idea che mi ha convinto fin da quando ho letto la trama e che mi è sembrata ben gestita lungo tutto il romanzo.
Il libro è tripartito in un prima, durante e dopo, prima dell'inserimento nel Programma di Sloane, il durante e il suo rientro nella vita quotidiana. Mentre mi son piaciuti il prima e il dopo meno mi ha convinta la permanenza di Sloane nella struttura di riprogrammazione. Non c'è un reale motivo, più che altro mi è sembra la parte meno riuscita, più lenta, un po' ripetitiva, ma è un ripetersi poco utile alla storia (che in altre parti lo prevede...). Capisco che la struttura deve isolare Sloane dal mondo esterno e di conseguenza anche la storia deve dare l'idea di svolgersi quasi in una bolla protettiva, però avrei preferito fosse un po' più breve a favore delle altre parti.

Sloane, la protagonista, mi è molto piaciuta perché con lei l'autrice ha saputo dosare bene l'ingenuità e la confusione data dalla situazione con la voglia comunque di lottare e ribellarsi. Non l'ho trovata eccessiva nei suoi sentimenti anche se proprio i sentimenti hanno un ruolo importante. Lei e gli altri ragazzi cercano di non mostrare emozioni eccessive per evitare di finire sotto l'occhio indagatore del sistema. Proprio questo cercare di trattenersi fa si che invece Sloane, ma anche Jeremy e gli altri, propongano al lettore una gamma molto forte di emozioni. Questo ti fa immediatamente essere vicina a questi ragazzi, non si può rimanere indifferente davanti alla loro semplice richiesta: ricordare.

Non è il romanzo perfetto, ma ha questa grande capacità di rendere una cosa semplice come un ricordo la cosa più importante del mondo, per la quale bisogna fare qualsiasi cosa, per la quale combattere.

Voto


Alla prossima
Eliza


1 commento:

  1. Ciao, ho appena finito di leggere The Program e condivido molte delle tue osservazioni e in generale devo dire che mi è piaciuto nonostante in prima persona e al presente non sia proprio il mio stile di scrittura preferito...
    L'ho trovato molto struggente in certi punti, ma soprattutto pieno di contrasti specialmente tra la prima e la terza parte.
    Se ti va di dare un'occhiata a ciò che penso su questo libro fai una visitina al nostro piccolo blog: Raggywords - Recensione The Program di Suzanne Young
    Scusa per l'eventuale spam indesiderato...
    Rainy

    RispondiElimina

Premi: se avete scelto di premiare il mio blog vi ringrazio con tutto il cuore! E' sempre bello veder riconosciuto il proprio lavoro. Tuttavia, per motivi di tempo e organizzazione non posso ritirarli!

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