Recensione: Mr Holmes. Il mistero del caso irrisolto - Mitch Cullin

Buona sera amici lettori!
Avete fatto l'albero, tirato fuori il presepe e messo le luminarie? Occhio al gatto che magari vi frega una pecorella o decide di scalare quella che per lui è una quercia secolare... Io mi sono messa all'opera nel pomeriggio e devo dire che sono piuttosto soddisfatta del mio albero. In attesa che la cena si cuocia (non si può fare fretta al pollo arrosto) mi sono messa al computer per scrivere la recensione di Mr Holmes. Il mistero del caso irrisolto di Mitch Cullin, edito Neri Pozza che ringrazio per l'invio.

Titolo: Mr Holmes. Il mistero del caso irrisolto
Titolo originale: A slight truck of the mind
Autore: Mitch Cullin
Editore: Neri Pozza
Collana: I Neri
Pagine: 255
Ebook: € 5,99
Cartaceo: € 16,50
Data di pubblicazione:  22 ottobre 2015
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TRAMA

Sono trascorsi quarantaquattro anni da quando Sherlock Holmes ha abbandonato il suo appartamento in Baker Street e si è trasferito in un cottage sul versante meridionale delle colline del Sussex. Aveva quarantanove anni allora, e il trambusto delle strade di Londra, così come gli intricati pantani architettati dalle menti criminali, all'improvviso non lo attirarono più. Ora è un novantatreenne con i capelli candidi, folti e lunghi e la pelle che sembra un velo sottile di carta di riso sopra un fragile scheletro. A volte si fruga in tasca alla ricerca di un sigaro o di un cerino introvabile; a volte dimentica volti e fatti, visti e accaduti giusto qualche istante prima. A dispetto, però, di questi imperscrutabili cedimenti della memoria, è ancora agile di corpo e di mente e il suo sguardo conserva una luce che gli anni non hanno smorzato. La vita nel Sussex va, dunque, oltre il semplice appagamento. Holmes trascorre la maggior parte delle sue ore di veglia nella serena solitudine del suo studio oppure tra le creature che costituiscono l'oggetto delle sue cure da quarantaquattro anni a questa parte: le api. Roger, il figlio di Mrs Munro, la governante di casa, lo aiuta agli alveari. E sebbene non apprezzi molto la compagnia dei bambini, Holmes non può negare che quel ragazzo susciti in lui autentiche emozioni paterne... "Mr Holmes" è precedentemente apparso in Italia nelle edizioni Giano col titolo "Un impercettibile trucco della mente".



Tanti sono i seguiti più o meno riusciti di Sherlock Holmes. Conan Doyle, dopo averlo fatto tornare dalla presunta morte presso le cascate di Reichenbach, lo fa ritirare dall'attività investigativa, dopo 23 anni di indagini e di aiuto al governo di sua maestà. E poi? Mr Holmes si ritira in campagna nel Sussex ad affinare la metodica arte dell'apicoltura. Qui, di ritorno da un viaggio nel Giappone da poco sconfitto e piegato dallo sgancio delle bombe atomiche, lo ritroviamo. E' 1947 e da qui inizia il romanzo di Cullin, un romanzo complesso, scritto su diversi piani narrativi, tra salti temporali e memorie dello stesso investigatore.
Lo Sherlock che qui leggiamo non è più quello descritto da Sir Arthur, ma è un uomo alle prese con la vecchiaia e soprattutto con la perdita della memoria e l'intorpidimento delle facoltà mentali. Ogni mattina, ogni risveglio scatta in lui il panico di cosa o se riuscirà a ricordare. Scontroso e solitario, il suo interesse gira unicamente intorno alle api e alla loro cura, una routine fissa e confortante.
Si dipanano in questo libro vari piani narrativi. C'è lo Sherlock del "presente" appena tornato a casa e alle cure della sua governante Mrs Munro e del figlio di lei Roger. Roger rappresenta il figlio che l'investigatore non ha mai avuto, ma in lui rivede anche se stesso, anzi il suo se stesso del prima: prima di diventare un grande investigatore, prima che il suo nome finisse sulle riviste, prima che l'amico Waston ne scrivesse in maniera tanto fantasiosa le gesta, prima di affinare il suo intelletto quando la curiosità vinceva su tutto. Roger è un ragazzo semplice a cui piace osservare e valutare e questo affascina Mr Holmes, tanto da farlo avvicinare al ragazzo e istruirlo all'apicoltura.
Ci sono poi i ricordi del suo viaggio in Giappone insieme all'amico di penna Umezaki alla ricerca di una pianta, il frassino spinoso. Questa ricerca sarà in realtà molto di più. Da una parte vediamo quasi una posizione politica sulla situazione del Giappone post bellico, controllato dal vincitore e stretto nella morsa della povertà. Dall'altra invece Mitch Cullin richiede un nuovo sforzo mnemonico all'investigatore: Umezaki infatti vuole sapere cosa è successo al padre, partito tempo addietro per l'Inghilterra e mai tornato, che ha conosciuto proprio Sherlock Holmes. Difficile dimenticare un Giapponese nella Londra tra le due guerre, ma Holmes proprio non si ricorda di lui.
Infine abbiamo un ultimo filo narrativo, un racconto incompiuto, scritto non dal fidato Dottor Waston ma dallo stesso Sherlock Holmes, riguardante una donna tanto importante quanto effimera della sua vita, Mrs Keller.
Ora, vi starete domandando, qual'è il caso irrisolto del titolo? Quello di Mrs Keller? Quello del padre di Umazaki? O quello dello stesso Sherlock e della sua memoria? Difficile a dirsi! Il romanzo intreccia infatti tutti questi fili in un intreccio molto particolare, quasi delirante in alcuni momenti, per poi scontrarsi con momenti di calma piatta, fatti unicamente di squarci didascalici che Sherlock Holmes ci regala su api, piante, Giappone. Sono passaggi un po' lenti ma che hanno lo scopo ben preciso di ricordare al lettore quale grande uomo ha davanti, con un intelletto senza precedenti, una memoria stupefacente e la capacità di camuffarsi e confondersi. Forse Sherlock Holmes si imbatte nell'unico caso che non potrà mai risolvere, cosa si nasconde nella psiche umana e cosa ci fa ricordare una cosa piuttosto di un'altra: perché Holmes si ricorda ogni dettaglio del breve incontro Mrs Keller e niente di quello col padre di Umezaki?
Devo dire che questo romanzo mi ha stupito. Mi immaginavo tutt'altro, qualcosa di più lineare, forse di più scontato. E invece mi sono ritrovata tra le mani non un giallo, anche se pieno di misteri, ma un'indagine psicologica fatta da una delle menti più straordinari di inizio '900.

Giudizio

Voto

Alla prossima


CONVERSATION

4 commenti:

  1. Ero indecisa ma mi sa che adesso voglio leggerlo! Una sola cosa mi frena ancora... Non conosco così bene il personaggio letterario classico e quindi non so se questo possa essere un problema!

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    1. No, direi di no. Basta sapere le cose a grandi linee

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  2. Molto interessante, me lo segno. Grazi!

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  3. Questo è uno dei libri che mi interessano di più al momento *.*

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