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8 maggio 2017

Recensione: Tutti i nostri oggi sbagliati - Elan Mastai

Buongiorno lettori!
Iniziamo la settimana con una nuova recensione. Il libro di cui vi parlerò mi aveva colpito tantissimo appena ho letto della sua uscita e quando sono andata a Tempo di Libri ho fatto tutto il viaggio pensando: "Devo comprare il Limone!!"... eh si affettuosamente lo chiamo così! Si tratta di Tutti i nostri oggi sbagliati di Elan Mastai.

Tutti i nostri oggi sbagliati
di Elan Mastai
Sperling & Kupfer | Pandora | 372 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,90
18 aprile 2017 | scheda Sperling & Kupfer

Trama
"E così fece quello che uno fa quando ha il cuore spezzato e una macchina del tempo: una stupidaggine." Anno 2016. La Terra è un'oasi di pace, progresso e benessere, grazie a un'invenzione tecnologica che ha risolto problemi come l'inquinamento, la povertà, le tensioni sociali. La gente va in vacanza sulla Luna e, ben presto, potrà anche viaggiare nel tempo. Tom Barren è nato in questo mondo, ma si sente fuori luogo. Trentenne senza arte né parte, figlio di uno scienziato che si vergogna della sua inettitudine, orfano della madre, che era l'unica ad amarlo, Tom è innamorato di una ragazza che non lo ricambia ma per la quale sarebbe disposto a tutto. Anche a sfidare le leggi della fisica pur di cancellare un errore fatale. Tornato indietro nel tempo per raddrizzare il corso degli eventi, Tom combina un guaio. E così, una volta catapultato di nuovo nel presente, si ritrova in un mondo disastroso che stenta a riconoscere. Incompetenza tecnologica, inquinamento, caos politico: è il nostro 2016, non il suo. Eppure, in questo oggi sbagliato, Tom scopre di avere una carriera invidiabile, un'intera famiglia che lo ama e forse, finalmente, un'anima gemella. E allora, meglio tentare di restituire all'umanità l'utopia perduta, o restare a godersi la felicità in questo mondo imperfetto?


La vita è fondamentalmente definita da come affronti la sconfitta. Io non ho mai avuto successo in  nulla, sicché per me fallire è più o meno sinonimo di vivere.
Io la butto lì subito, così non ne parliamo più: le prime 25-30 pagine sono state atroci. Ok, magari è una parola un po' forte, ma mettetevi  nei miei panni... Tutta entusiasta apro il libro, scopro prima di tutto che è stato scritto in corpo 5 (piiiiiccolo...) e va beh, poi il protagonista sembra un tantinello confuso e confusionario, e poi partono numeri, teorie, teorie delle teorie, spiegazioni di teorie reali o meno... Avanti, un po' destabilizzante come inizio! Eppure io mi sono incaponita (vuoi anche il prezzo del tomo, mica tanto irrisorio eh) e ho continuato nella lettura. E sapete una cosa?  Mi è pure piaciuto!

Tom vive nel 2016, che però non è il nostro 2016, ma un 2016 diverso, una realtà parallela se vogliamo. Negli anni 60, infatti, lo scienziato Lionel Goettreider inventa e realizza un sistema di produzione energetica assolutamente pulito, sicuro e perenne che sfrutta la rotazione terrestre. Da  quel momento, vero e proprio sliding doors mondiale, c'è stata un'accelerazione del processo tecnologico che ha portato ad una società molto simile a quella che si sono immaginati alcuni film (es. Ritorno al futuro, con tanto di abiti auto-adattanti). Tom in questo mondo ultrafatasmagorico è... una perfetta nullità, che vive dietro al nome del padre, esimio scienziato pronto a far viaggiare la gente nel tempo, poco intelligente e poco attento alle donne che si porta a letto. Fino a che un evento assolutamente inaspettato lo porta a tornare negli anno 60 e cancellare il suo mondo. Insomma, lo sappiamo, non si gioca col tempo...

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è che ci mostra una società tecnicamente diversa e superiore alla nostra, se così possiamo dire, ma alla fine non tanto diversa dal punto sociale o dei comportamenti. Tom ne è l'esempio. In un mondo così pieno di opportunità, sicurezza e cose speciali lui rappresenta il fallito tipo, che non si è guadagnato niente e poco fa per cercare di farlo. Non solo. I rapporti personali che intreccia sono sono comuni, normali: è un adolescente che scappa di casa, che cerca l'approvazione dei coetanei e del gentil sesso, che vorrebbe essere considerato dal padre. Niente di nuovo, però calato nella sua realtà è un aspetto che spicca e risalta e che ti fa anche riflettere su pregi e difetti del progresso.

Continuando al lettura a volte zoppicavo un po' a causa di alcune ripetizioni dovute alla storia ma anche al continuo ritorno della frase "Nel mondo da cui provengo...". All'inizio veramente non lo sopportavo. Però poi sono entrata più in sintonia con il protagonista e con il modo in cui l'autore ha saputo far relazionare Tom con il lettore: ci parla, lo coinvolge, ci scherza insieme e ne cerca l'amicizia e la comprensione per gli errori effettuati. E così mi sono affezionata a Tom e mi sono anche preoccupata per lui durante tutto lo scorrere del tempo.
Vuoi non buttarci l'amore? Ovvio che c'è! Ma trattato in maniera intelligente, non sdolcinata, ma coerente con il personaggio di Tom, molto scanzonata.

Insomma, la storia può generare un po' di confusione a causa dei viaggi e dei continui rimandi, eppure l'aspetto umano che emerge non me lo ha fatto vedere come un mero romanzo di fantascienza. E' diverso, proprio grazie  a Tom, al suo essere imperfetto, al suo sentirsi in difetto, persino un imbroglione. Tom riesce a dare il lato umano ad un racconto a volte un po' troppo tecnico, dà quella scintilla che ti porta a sognare, a guardare alle stelle e ad immaginare cosa potrà accadere.

Alla prossima




8 commenti:

  1. Ehm...per il momento direi che passo.
    Anche se adoro i limoni.
    Ciao dalla Bacci

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  2. Passo pure io, ma adoro la lavagna! (e i limoni)
    Lea

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  3. No, io mi sa che passo proprio! Però grazie per avermi fatto da cavia, ti devo un favore!

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    1. Ehm... no, diciamo che ti ho pagato quella cosuccia che ti avevo fatto chiedere e che poi mi volevi tirare dietro...

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  4. mmmm anche io passo per ora. in futuro chissà! :D

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